Home » DUFOUR 530: la prova

Dopo il periodo di lockdown siamo usciti in mare con il Dufour 530 versione Race. L’avevamo vista a Düsseldorf, ma abbiamo dovuto aspettare per vedere come si comportava in mare. Che cosa vuol dire versione Race? Albero maggiorato, bulbo che arriva fino a 2 metri e 80 di pescaggio e vang idraulico.

E anche il meteo di Punta Ala era “perfomance” con un vento tra 18 e 20 nodi. E Con una mano di terzaroli sulla randa e un genoa al 108% abbiamo navigato tra 8 e 9 nodi di velocità. Molto equilibrata e sempre molto stabile nella rotta. Di bolina stretta ho mollato le mani dal timone e la barca andava dritta per la sua rotta, quasi come se avesse un pilota automatico. Il timone è sempre morbido, per regolarlo basta davvero un dito.

L’attrezzatura di coperta è all’insegna della praticità: tutto è a portata di mano. La coperta è davvero “flush”, ci sono oblò e finestrature ovunque: se ne contano ben 12 tra la tuga e i passavanti. Tanti i layout per gli interni. Si arriva fino a sette cabine, inclusa quella dello skipper. È la versione più “charter”, dove la cabina di prua, quella armatoriale, viene sdoppiata in due cabine gemelle, altre due si trovano a poppa e una sul lato di dritta con letti sovrapposti tipo pullman.

Dufour 530 è sicuramente un’imbarcazione da crociera, nella versione standard, nel quadrato del pozzetto c’è addirittura un prendisole, ma il progetto è di Umbero Felci. È sua la carena, sue sono le linee d’acqua e le performance non deludono, soprattutto nella versione Race, quella più “corsaiola”, una barca sì da crociera, ma da crociera veloce, fatta per navigare e divertirsi.

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